Odissea nell'Odissea
Nell'Odissea, bellezza e ordine del mito raggiungono vette estreme.
La prorompente bellezza del racconto traspare con immediatezza dal luminoso splendore dei versi, “come di sole o di luna”, che da millenni incanta generazioni di lettori.
Ma oltre l’immediatezza dello splendore, la trama della narrazione è sorretta da una elegante e raffinata struttura portante: la stessa struttura che emerge dal Libro cinese dei Mutamenti e che dà forma anche alla Teogonia di Esiodo.
La potenza narrativa dell’Odissea e la raffinata sapienza del Libro dei Mutamenti si fondono fra loro e si intersecano come l’ordito e la trama nella tela di Penelope.
L’immortale bellezza dei testi viene sempre sorretta dall’elegante raffinatezza formale espressa dalla Sfera, a rappresentare le due eterne componenti del mito e del kosmos: ordine e bellezza.
Un breve capitolo d’apertura che introduce il lettore all’architettura strutturale dell’Odissea.
L’esplorazione dei legami fra il viaggio di Odisseo e i processi di trasmutazione interiore propri dell’alchimia.
Si identifica Dulichio, la misteriosa isola del poema, e si inaugura la mappatura del profondo legame speculare tra l’Odissea e il Libro dei Mutamenti.
L’analisi geometrica e simbolica delle tappe di Odisseo mostra come la sua figura incarni lo stesso archetipo del Dio separatore del Cielo e della Terra.
Si descrive il viaggio di Telemaco nello spazio creato dal padre, dalla Terra al Cielo, in un percorso di elevazione verticale di viva attualità.
Si mostra come il gesto più celebre del poema non sia un semplice inganno temporale, ma la tessitura consapevole di una stupefacente tela cosmica.
La compenetrazione drammatica e feconda di due elementi alchemici primordiali lungo la trama del poema.
Il capitolo narra la rottura e il successivo restauro del pilastro che sostiene la volta del Cielo, decodificato attraverso le metafore omeriche.
Si rintracciano alcuni collegamenti formali tra l’Odissea e i grandi miti indiani, e vengono ripristinati geometricamente i legami tra la Terra e il Cielo.
Si mostra come lo stile formulare dell’Odissea – la sistematica ripetizione di versi e formule identiche – non sia un semplice espediente mnemonico per cantori, ma un codice cifrato contenente precisi e profondi significati metaforici.